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canali di comunicazione
26 marzo 2010

secondo la tradizione culturale presente in questo paese la comunicazione passa attraverso dei canali che sono bene o male piuttosto stabili nel tempo. d’altra parte sembra difficile che nuovi canali possano essere allargati fino a diventare nella mente popolare un’alternativa vera e propria.
da decenni la tv, la radio e la carta occupano gli spazi importanti. eppure sono tutti vecchi. a modo loro sono tutti segno di un tempo che con il progresso tecnologico è diventato davvero antiquato. non si tratta di vecchiaia inteso nel senso assoluto. E’ vecchio il modo. E’ vecchio, è vero, anche il sistema di interconnessione, che ci permette di utilizzarli. Ciò che è veramente vecchia è l’idea che ci portiamo dietro nel volerli utilizzare sempre nello stesso modo. Sia dal punto di vista di chi crea i loro contenuti sia da parte di chi fruisce di questi mezzi. Chi ha 30-40 anni oggi è figlio di un mondo che la televisione se l’è già trovata in casa e che ha visto l’esplosione di altri sistemi. Nonostante questo la sensazione che nuovi mezzi debbano restare in attesa, che non possano reggere il confronto è sempre forte.
E’ vero ci sono i discorsi economici che rallentano e a volte frenano i cambiamenti. Ma questo caso non è necessariamente legato all’economia. eppure i film di fantascienza ci hanno mostrato un futuro diverso. Ce l’hanno mostrato fino quasi a annoiarci. Eppure la fantascienza che solitamente è il frutto della nostra visione del futuro fa più fatica del previsto a diventare realtà. Anche nel piccolo mondo quotidiano.